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Da il libro “Il prete giusto” 26 luglio del 1943, a Borgo San Dalmazzo? Non è successo nulla di speciale. Io ero Pieno di dolori, sospetti, paure. Non paura fisica. Paura dell’incertezza, paura del domani. Sapevo che il vescovo era tutto per me, che mi era amico. Ma sapevo anche che la curia era contro di me, e mi considerava un rompiscatole, uno che guastava le relazioni con le autorità. Uno che pretendeva di esibirsi dicendo cose più grandi di lui, ben superiori al suo grado di povero prete. Tutta invidia, tanta invidia… Diffidavo anche del clero. Appartengo al Clero, e mi vanto di appartenerci. Ma tra il clero sono pochi quelli che sanno capire la mentalità degli altri. La mia mentalità è evangelica nel vero senso del termine : <<la resistenza>>. Si, la << resistenza >> che è una dote dell’uomo maturo, dell’uomo che rifiuta tutto ciò che è ingiusto, e si ribelle, si ribella… La Bibbia è piena di << resistenza >>, da Mosè, da Giacobbe…, fino all’Apocalisse è tutta una << resistenza >>. Persino Paolo, grande Apostolo, grande scrittore, geniale, resiste contro San Pietro che è la somma autorità costituita. Dice: << Tu, tu vai indietro invece di andare avanti. Tu segui la legge di Mosè, e non vuoi fare quei passi che Gesù ci ha insegnato a fare, conquistare il mondo >>. E lo dice proprio in una sua lettera: << Io resistetti in faccia a Pietro >>. Proprio <<resistenza>>. La << resistenza >> è una cosa perciò sacra, è un elemento di vita che conserva la vita, e respinge tutto quello che è contrario alla dignità umana e alla vita stessa. Io la << resistenza>> l’ho sempre interpretata così, e tanto più adesso la considero ancora così. Purtroppo ho sbagliato perché avrei dovuto scrivere così a suo tempo, e non affidare solo alla memoria il mio percorso di vita ed i miei sentimenti. Adesso sono stanco, malato, e ho anche un po’ di paura di mettermi in altri guai prima di morire, adesso che sono già al tramonto. […]. Il confino, anche se breve, ha inciso molto su di me. Ha significato un cambiamento radicale di vita, una svolta. Come ha inciso, 13 anni fa, la privazione della parrocchia, che mi ha tolto ogni possibilità di vita, non solo materiale. Costretto a non poter svolgere la mia missione di prete, più niente… Domani vado a celebrare il secondo battesimo in dodici anni, sono invitato a Spinetta da miei parenti. Nemmeno più poter battezzare… Ieri sera è venuto un giovane a trovarmi, ma sono piccole apparizioni… E’ << resistenza >> non farmi intimidire da un vescovo, da un prefetto, da un questore. Qualsiasi cittadino, cristiano o non cristiano, deve poter dire a chi detiene il potere: << Non voglio offenderla, ma su questo punto io sono convinto del contrario. E se lei mi parla di compromessi, beh allora… I compromessi hanno delle sfumature infinite, ma la verità vera è quella che è, è una scultura di pietra. Non può prestarsi ai compromessi. Se anche uno solo su mille lottasse per la verità nono sarebbe male. Fossero tanti a resistere, fossero tutti. Sarebbe bello.>> Ma è un sogno… Il prete giusto è la storia di un uomo libero, don Raimondo Viale, costretto a una sfida impari e solitaria con gli eventi del Novecento. Abbandonato dalla chiesa e malato, ha affidato a Nuto Revelli la storia della sua vita.
...Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come eravamo cresciuti noi della "generazione del Littorio". Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta... Nuto Revelli, un partigiano
自由西藏 tibet libero - free tibet - le Thibet libre - Tíbet libre - freies Tibet - tibet livre - 自由西藏 disponibile nella sezione pallanuoto l'intervista a Lollo Ferrari, IL COBRA, e a Tommy ,Ganascia.
Cari politici rampanti, La canzone che propongo oggi,è stata scritta dal fantastico cantautore Francesco Guccini esattamente nel 65, era già attuale al tempo, oggi probabilmente lo è di più. Esatto cari politici rampanti, come è solito chiamarvi nelle sue canzoni il cantautore, lo so che mai e poi mai capiterete nel mio sito internet, ma spero che prima o poi veniate a udire anche se per sbaglio questa meravigliosa canzone. Capirete forse un giorno che opportunità avete, e come la state sprecando. Prego tutti coloro che non conoscono questa canzone, di leggerla, di rifletterci, perché ieri nei campi di stermino Dio è morto assieme ai milioni di deportati,perché oggi in Iraq Dio è morto, in Birmania Dio è morto,nelle auto prese a rate dio è morto, quando due militari sparano sui civili e gridano strike li Dio è morto. Le persone con gli esempi del passato possono migliorare, e invece spesso e volentieri scelgono la strada sbagliata, per strade che non portano a nulla. Ma come l’autore scrive nei versi finali della canzone, Dio non muore per sempre, Dio vive nella speranza di un mondo migliore, Dio è la speranza, non tutto è perso, qualcosa in cui credere c’è, un mondo migliore, in cui “gli uomini potranno vivere senza ammazzare” (da Auschwitz, una canzone scritta da Guccini nel 1964). Perché se Dio muore, muore per tre giorni e poi risorge.  | | Ho visto la gente della mia età andare via lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate, dentro alle stanze da pastiglie trasformate, lungo le nuvole di fumo del mondo fatto di città, essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà e un dio che è morto, ai bordi delle strade dio è morto, nelle auto prese a rate dio è morto, nei miti dell' estate dio è morto... | | | Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso han mascherato con la fede, nei miti eterni della patria o dell' eroe perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un dio che è morto, nei campi di sterminio dio è morto, coi miti della razza dio è morto con gli odi di partito dio è morto... Ma penso che questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi, perché noi tutti ormai sappiamo che se dio muore è per tre giorni e poi risorge, in ciò che noi crediamo dio è risorto, in ciò che noi vogliamo dio è risorto, nel mondo che faremo dio è risorto... | |
ECCO UNA CANZONE DI IVANO FOSSATI IL DISERTORE LEGGETE E RIFLETTETE In piena facoltà egregio presidente le scrivo la presente che spero leggerà la cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro Lunedì Ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me io non ce l'ho con lei sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie, il mio passato la mia migliore età domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò Vivrò di carità sulle strade di Spagna, di Francia e di Bretagna e a tutti griderò di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho
ecco una foto che mi ha colpito veramente molto non mi voglio impegnare a tradurre il titolo e perciò ambientata nella guerra di spagna ce lo do io il titolo GIOCARE AI PARTIGIANI CIAO GABRIELE VITTIMA DI UNO STATO CHE SEMPRE PIU' APPARTIENE ALLA POLIZIA SOLIDALE CON LA TUA FAMIGLIA E I TUOI AMICI REDAZIONE
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